Sono l'anima che traspare dal mio corpo. Sono l'atto della potenza di me. Sono ciò che sono. Sono ciò che vorrei diventare.
lunedì 22 novembre 2010
|=^Quando i rimpianti prendono il sopravvento^=|
C'è qualcosa di veramente anormale in me. Mi fido sempre di persone che puntualmente mi deludono. E' probabile che la delusione che io ho chiuso e manifesto per me stessa amplifica e fortifica quelle azioni che mi colpiscono, come gli schiaffi del freddo quando corro con il mio motorino. Capisco sempre più quanto sono stata usata e quanto mi usano, eppure non so farne a meno. Solo l'essere strumento riesce a compensare l'inutile funzione che questo corpo, grasso, molliccio, flaccido, drogato di cibo, malato di gusto, riesce ad adempiere. L'utilità di una persona non perfetta è quella sola di essere strumentalizzata dall'altro anche con una semplice e superficiale battuta sull'aspetto fisico o sulle qualità intellettuali. Non voglio avere visioni prefissate da una società basata sull'apparire, mi limito ad analizzare una verità che è oggettivo-soggettiva per me che vivo in questo tempo di merda e non come uno stereotipo giovanile. A tutt'oggi sono sicura di ciò che penso, dico, e scrivo. Non voglio essere ferma sulle mie convinzioni ma mi basta prenderlo nel culo ogni volta che "apro le mie frontiere" nei confronti di una società di merda che merita solo di bruciare sul rogo o di essere crocifissa ad un palo, per capire quanto, anche da semplice diciassettenne, non genio, non troppo studiosa, non particolarmente dotata di talento, ho compreso e capito. Stando a ciò che sento dovrei basarmi su ciò che dicono le persone di una generazione che sta per passare, ed è per questo che non mi curo di loro. Quella generazione finirà e delle loro parole, a meno che non siano scritte o testomoniate da qualcuno, saranno solo sporadiche frasi che la memoria vacillerà nel ricordare. Le parole di un a gnerazione che cresce, che muta, che giudica restano, in quelle stesse persone che con te sono cresciute, mutate e che ti hanno giudicato. Ana non è una di quelle persone. La identifico nel tipo di società ideale, accoglie tutti, li aiuta, li sorregge, li guida, e li conduce verso ciò in cui credono e in cui possono ritrovare fiducia. Ana non ha leggi, Ana è libera,Ana non ha rimpianti. Graduale è l'accesso in Lei. Io la sento, io la voglio. Basta rimpianti.
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