giovedì 13 dicembre 2012

-*-Shining Me-*-


Quanto ci può essere di vero nelle parole? E da questo, quante probabilità ci sono di esser presi in giro?

Io mi trovo su questo ponte, è stretto, è freddo, è isolato. E non so se proseguire o tentare di tornare alla terra ferma. Essere sospesi non è bello e non riesco a scorgere cosa c’è dall’altra parte. Vedo solo una grande nube, grigia. 

Ho paura.

Solo che adesso io sto brillando, indico strade a persone che vorrei mi lasciassero decidere in pace, vengo afferrata a da persone dalle quali, alla fine, mi piace essere afferrata ma alle quali non mi voglio concedere più di tanto. Non posso più essere la gemella di me, ho lasciato quel costume in un angolo e gli ho dato fuoco. 
Solo che adesso quel fumo intasa le cavità del mio scheletro e non consente il respiro, il pensiero, il movimento.

Sono ancora ferma su poche, pochissime convinzioni, condizioni, convenzioni che vedo tramontare come in questo periodo in cui il buio si avvicenda presto, nell’apice di quello che potrebbe essere lo splendore del dì. 

Non chiedo a nessuno di salvarmi.

Adesso devo fare io la mia mossa.
Ferire gli altri e salvare me stessa? Ferire me stessa per l’ennesima volta nel tentativo di salvare una qualunque altra persona?

Il fatto è che mi piace essere sempre apposto con la coscienza. E il guaio è che mai nessuno può stare apposto con la coscienza, perché proprio io devo farmi divorare dai sensi di colpa quando basterebbe un semplice “Ho da fare.”   affinché  tutto finisca?

Per l’ennesima volta vorrei sparire.

Ma perchè sono brillante quando vorrei solo spegnermi?


73.4. Schifo.