lunedì 31 gennaio 2011

_"#Ritornare per restare#"_

E andare via. Per provare a vivere da sola e fallire miseramente. Ammalarsi di morte e poi non poter più guarire, avere la sensazione di risalire dal baratro e sprofondarci sempre di più. Non troverò mai la fine di questo tunnel, fino a quando non morirò. 
E perché non potrebbe accadere ora?
Potrei morire senza aver raggiunto obbiettivi e sogni. Ma sarei leggera come non mai, inconsistente come vorrei e dovrei essere. Probabilmente sarà anche quella una presa in giro, come questa vita, come la morte stessa. 
Sono partita per provare ad aleggiare e vagheggiare da sola, ma mi ritrovo ancora più bisognosa di aiuto e comprensione. Quello stesso sentimento di fallimento che avevo tempo fa ora me lo si legge sul volto, ancora e ancora leggo negli occhi degli altri indifferenza. E ancora sono fiera di nascondermi per poter apprezzare il sangue e odiare il cibo che continuo ad ingoiare.
Questa lontananza mi ha portato a sfogare sul cibo strani raptus di fame incontrollabile e lunghi minuti di pianto e solitudine, mentale. Impazzirò di cibo. 
Avevo il bisogno di capire se posso vivere normalmente. Bene ora posso dire di non poterlo fare. 
Sono tornata, per restare.




"E ', quella infinita tempesta,
finita in un rivo canoro.
Dei fulmini fragili restano
cirri di porpora e d'oro.
O stanco dolore, riposa!
La nube nel giorno più nera
fu quella che vedo più rosa
nell'ultima sera."          [Giovanni Pascoli, "La mia sera"]

giovedì 20 gennaio 2011

-/# Sono viva. Che schifo #/-

"You let me violate you
You let me desecrate you
You let me penetrate you
You let me complicate you

Help me; I broke apart my insides
Help me; i've got no soul to sell
Help me; the only thing that works for me
Help me get away from myself"
                             (Nine Inch Nails- "Closer" )
 Ma allora sono viva? 
Ma allora dietro questa carne c'è sangue?

Ma allora perché mi odio?

Forbici, mie adorate, lame fredde e sole, che avete fatto rabbrividire questa mia carne per la prima volta, sono degna di voi. Lente scorrete sul mio braccio, lente depositarie di baci al sangue e segni rossi, lente lacrime di felicità, lente dita di una carezza che lascia il segno. Sono viva, lo vedo dal rossore delle rimarginazioni. Avrei volentieri fatto tutto questo al mio cuore. Se ne avessi uno. Ma io non sono io, sono solo un'ologramma di carne, sangue e grasso. Ora sento scorrere dentro l'odio, ora posso finalmente odiarmi come si deve, ora posso dire che sono viva. Posso commettere il peccato più atroce, saprei punirmi. Posso vedere il lento scorrere delle gocce di sangue timidamente. Posso sentire che la mia mano giuda le forbici come se le forbici fossero vive. Vita mia dipende dalla vita indipendente delle forbici. Rosse come questo mio sangue. Vive come me.
Sono viva. Che schifo.

 

mercoledì 12 gennaio 2011

_°# ..Se.. #°_


Io non so cosa sia meglio:
Se parlare con qualcuno oppure scrivere su un foglio, non so se mi importa davvero voler diventare una giornalista oppure pensare a qualcos’altro da fare nel mio futuro, come anche non so se sia giusto continuare a vivere così oppure fregandomene altamente degli altri, non so se sia giusto farmi mettere in crisi dalla scuola, se è giusto piangere per questo, se davvero non faccio nulla dalla mattina alla sera, se voglio prendere la patente, se voglio sposarmi, se voglio avere figli, se voglio incatenarmi all’amore, se l’amore esiste, se è giusto seguire un credo, se è buono tornare sui propri passi, se è umano sbagliarsi e coraggioso ammetterlo, se è giusto dividere il bene dal male, se occorre essere sempre come gli altri ti vogliono, se dire un si di troppo equivale a pentirsi per non aver lottato a sufficienza, se è giusto scendere a compromessi, se è vero che nessuno mi è venuto incontro su scelte del passato che ora sono il mio dannato presente e fottuto futuro, se è buono il mio volere, se quello che sono è reale, se mi prendo in giro, se sono un’ipocrita, se non lo sono, se sono intelligente, se sono stimata per esserlo, se mi reputano brutta, se mi reputano grassa, se mi reputano eccessiva, se mi considerano spropositata e fuori luogo,se mi vedono piccola, se mi vedono grande. Se c’è fiducia, se sono sfiduciati, se sono importante, se gli altri lo sono più di me, se sono eccessivamente fuori controllo, se sono troppo ordinaria, se la vergogna possa portare ira, se l’ira nasca solo per situazioni scomode, se sono responsabile, se non lo sono e non lo sarò, se sono incertezze di quest’età, se sarei potuta diventare un’artista, se è bene nascondere le proprie capacità, se queste capacità ci sono davvero in me. Se la via di mezzo è bene, se l’eccesso è migliore, se lo scoraggiasi è male, se l’ambizione è bene, se è possibile essere orgogliosi responsabili maturi ed intelligenti ma totalmente “svogliati e pigri” o se è solo un’ etichetta, se vivo per me stessa o in funzione degli altri, se guardo sempre le stesse cose, oppure se guardandole muta la mia mente, se volo di fantasia o sono troppo attaccata a questa terra, se scrivo sempre le stesse cose, o parto per le tangenti, se sono troppo stupida per capire la matematica, se sono troppo stupidi per insegnarmela e farmela capire, se è vero che il latino mi annoia, se mi gratifica riuscire a tradurre bene, se quello che voglio è solo essere me stessa così, oppure cambiare in cosa vorrei essere e vivere indipendentemente dagli altri, se essere pro o contro è proprio di tutti, se voler essere come gli altri sono è lecito, se devo ringraziare di essere come sono è normale, se distinguermi è divertente, se fare la simpatica mi riesce, se riuscire a immaginare mi resta nella mente, se l’angoscia tale che provo è la sola responsabile del mio totale disinteresse nel leggere e scrivere, se mi resta tanto de vivere, se è una condanna. Non so se quello che scrivo lo scrivo per me, se lo faccio per dimostrare chissà cosa, se non è giusto dover dimostrare, se si deve camminare a testa alta davanti alle proprie colpe, se è necessario fuggire dalle paure, se solo te stessa/o può aiutarti a vincerle, se è un bene chiedere una mano, se non è degno di stima chi la chiede, se è bene vivere solo per se stesi, se poi alla fine tutti viviamo davvero per gli altri, se la solitudine è una cosa buona, se l’ascoltare l’altro è utile o solo un palliativo, se devo lasciarmi andare, se devo farmi valere, se devo vivere, se devo sperare in meno controllo, se mi serve un ragazzo, se non lo voglio per principio, se le convinzioni servono, se farò mai leggere a qualcuno ciò che scrivo, se qualcuno sa che scrivo, se tutti indagassero su ciò che mi gira per la mente, se in questa mia mente c’è davvero qualcosa, se vivo in un momento in cui non si capisce nulla della vita, o se non abbiamo mai capito cos’è in realtà e in sostanza la vita, se è giusto piangere per offese, se occorre fare orecchie da mercante, se voglio arrivare alla fine, se voglio scoprire cosa mi riserba quest’anno, se splendo, se sono in ombra, se è giusto essere illuminati, se il sole serve per la vitamina k ed è indispensabileappartengono ai genitori, se è giusto vivere e convivere nel mondo, se c’è abbastanza spazio, se si mente per vanagloria, se la codardia esiste, se tutti hanno le loro motivazioni, se si può distinguere tra giustificazione e motivazione, se tradire un amico equivale a tradire se stessi, se i neuroni specchio servono a qualcosa, se i professori sono in grado di insegnare, se gli esseri umani sono tutti uguali, se nulla è migliore di nulla, se tutto necessità di un finale, se dobbiamo sempre cercare la felicità, se il suicidio è prova di vita, se la condanna all’infelicità è una volontà umana, se tutti debbano per forza improvvisarsi analisti, se ognuno sa di possedere la verità, se si può restare fermamente convinti delle proprie certezze, se è necessario venirsi incontro, se si è deboli, se si vince e si è forti, se vincere implica essere forte, se la forza implica la vittoria, se è necessario mangiare, se è necessario evolversi, se mi piace vivere qui, se tutto ciò che viene definita “Morale” infondo sia solo un modo di pensare, se l’uomo ha davvero bisogno di regole, se le vacanze esistono, se è necessario aspettare la vecchiaia per riposarsi, se la morte è l’unico attimo in cui ci si rilassa sul serio, se si vive di incertezze, se serve una casa, se l’eredità sarà mia, se uno schiaffo serve a svegliarti da un momento brutto, se l’apice della felicità nasconde sempre un baratro di tristezza, se è giusto cercare conferme, se è giusto vivere per la fama, se il bi. Se qualcuno può essere oggettivo e rispondermi, se invece non esiste l’oggettività.
Se ho ancora tanti se.

lunedì 10 gennaio 2011

^# Cosa ti aspettavi? #^

"Il cuore è soltanto un muscolo strettamente legato alla circolazione del proprio sangue, e in quanto tale non pompa immoralità, romanticismi o qualsiasi altro stupido sentimento umano; che cosa ti aspettavi?"



Che cosa ti aspetti se poi varchi i confini di lande desolate e deserte dove convivi solo con il tuo terrore che sa di rancido? Che cosa ti aspetti da un cuore duro e infrangibile che di frantuma se solo lo tieni in mano? Le tue aspettative sono vuote e nulle e riecheggia la tua inutilità nell'aria che ti circonda. Le ossa di cristallo, i nervi di tela e la sagoma disegnata su una foglio. Ma la carne resta e diventa conduttrice di brividi e ottimo rifugio di lividi, su cui il tempo scivola nella sua inesistenza e incorporeità, ma pesa il fardello di grasso che porti dietro e anche se sei tutto sommato soddisfatta, ti tormenti, ti angosci ti odi. Perchè il tuo amore per te stessa non è altro che odio, stupendo, profondo inalterabile odio. Godi nel sentirlo vivere.  Ti stupisci di vedere come vorresti per un attimo fermare tutto, provare a sparire, e diventare inafferrabile come il tempo. Eppure tutto tende ad essere uguale, fottutamente uguale e ordinario. Stupida vita. Falsa vita. Odiosa vita.
Che cosa ti aspetti? Che cambi per te o con te?
Che presunzione.

martedì 4 gennaio 2011

="= If You Really Know Me ="=

Se davvero mi conosceste....
Se davvero mi conosceste sapreste che amo la solitudine, rotta soltanto dalle parole di una canzone, di quella canzone che mi tormenta e mi assilla in quel momento.
Se mi conosceste davvero allora capireste che certe volte sento l'assoluta mancanza di lui, ed una strana lussuria si impossessa del mio corpo desiderando quel contatto strappato con la forza dal destino.
Se mi conosceste davvero potreste capire cosa provo quando vedo l'indecisione delle persone e le torturo prendendole in giro, mentre quando vedo le mie indecisioni esigo aiuto da tutti fuorché da me stessa.
Se mi conosceste davvero sapreste che odio la mia famiglia, che aborro l'idea di diventare come mia madre e che preferirei 10000 volte vivere la vita delle mie migliori amiche piuttosto che la mia.
Se mi conosceste davvero sapreste che adoro bere, fumare, passare le notti fuori casa ma che per il mio senso di responsabilità pedante ed assillante, non riesco a farlo per paura delle conseguenze.
Se davvero mi conosceste sapreste che adoro parlare in modo aulico ma che non sono una secchiona ne tanto meno amo studiare, amo solo leggere leggere leggere.
Se davvero mi conosceste sapreste che entro ed esco dal suo profilo per capire se è bello, se sta con qualcuno, se gli manco e mi trovo con la fredda realtà della sua assenza.
Se davvero mi conosceste sapreste che ho paura di non realizzarmi, che possa perdere di nuovo tutte le mie amicizie, che se potessi morirei ogni notte, che vorrei non esistere.
Se davvero mi conosceste immaginereste una vita migliore come l'immagino io, con kili che svaniscono e cibo che si dissolve come per magia, insieme al mio stomaco.
Se mi conosceste davvero provereste a sentire il vostro corpo e individuereste la malignità della natura che si ha fatti come delle macchine trita cibo, viviamo per mangiare, mangiare, magiare e per questo odiereste voi stesse come io odio me.
Se davvero mi conosceste sapreste che sogno di distruggere tutti i corpi più magri eppure li amo profondamente. 
Se davvero mi conosceste io non avrei bisogno di conoscermi, eppure lo faccio senza rendermene conto. Che strano. Nemmeno il destino mi conosce davvero.