mercoledì 28 settembre 2011

;= Rubare respiri al vento =;

Rubo respiri al tempo, e strappo regole che io ho inciso nella pietra del mio Intelletto. La Ragione pero mischia momenti di totale sconforto e pianto, a momenti di brutalità e insensibilità.
Vivo per inseguire un voto, un voto che forse mi cambierà la vita. Scrivervi è per me ritorno alla felicità dell'avervi vicino.
   


" Lei crede che superare l'esame mi renderà più felice?"
  "Cassie, in linea generale superare un'esame rende la vita più complicata. . ."







Ritaglio spazi innati nella mia vita, e mi rifugio in sorrisi disorientati. Nessuno coglie quello che mi manca, e tornare da voi mi sembra risvegliarmi da un torpore di cibo e assenza di bilancia.
"Bilancia!"
Le due accezioni colgono il Caos che mi smuove l'animo: 
Bilanciare il mio cervello allo studio.
Bilanciare il mio corpo alla bilancia.


Sento lentamente tornare alle origini il grasso, vedo di nuovo la tristezza dello specchio sui miei fianchi, su quelle gambe che non riconosco mie
Perdo l'uso della bocca, quando lo stomaco gode della pienezza.
Perdo l'uso del controllo quando vedo del cibo.
Ritrovo la voglia di sparire al varco della mia solitudine di vita. Grasso


Grassa. Troppo corpo, troppa estensione. Troppa me. Troppo me.
Ora mi ritrovo a baciare tempo in disuso, con fiori di rosso magenta sul mio capo.
Invoco sangue di purificazione, e freddo.




Mi siete mancate da morire...

mercoledì 21 settembre 2011

*-= Casa =-*

Quando esprimi un desiderio, sta' attento a non caderci dentro.
- Marilyn Manson.     
 
 
 
 
 
 
 
 
Frase più appropriata non c'è.
 
 
Hanno comprato una nuova casa. Hanno comprato una nuova casa, grande. Una nuova casa con una grande mansarda, all'inglese. Luminosa. Arieggiata.
Solo per me è buia, come il mio animo. Nauseato.
 
"Saremo tanto felici qui." 


Io andrò via presto , per questo saranno tanto felici, anche io, forse.


Ho sognato tanto di lasciare la mia casa, per una nuova, e ora che è lì, con mia madre che svolazza, cercando questo o quel particolare, io odio l'idea di lasciare la mia camera isolata al terzo piano. La mia torre, la mia roccaforte. Il mio vero corpo di cemento armato.

Non avrò mai un posto chiamato casa. Solo odio.
 
 
 
 
 
Ottime conclusioni: Spumante e dolci. 
Un mare di cibo...

venerdì 16 settembre 2011

-^ < Cosa sono? > ^-

Faccio un lungo respiro e penso
che magari era meglio non entrare dalla porta della vita
ma da quella del cielo



Resisto a mala pena a trattenere lacrime lucide di odio. Lacrime che gridano il sacrificio, come ingiutamente non fa il mio corpo.

Questo cibo mi attanaglia, questa vita mi soffoca e in tutto trovo il male, il marcio, il vuoto.
Il nulla.

Non sento più lo scorrere dei giorni, vedo volti e sorrisi. Sorrido, per compiacere. Piacere sarebbe un troppo lontano obiettivo.
Non mi sento più accolta e protetta, anche da voi. Sono troppo distante vero?
Lo sono anche da me stessa.


                                                             Mi vedo. Cosa sono?
                                                     Vedo corpi esili. Cosa sono?

                                                          Mi vedo ancora. Odio.


Cosa sono?




lunedì 12 settembre 2011

@_] Statico e ciclico [_@

Si ripete di anno in anno, ormai da quattro interminabili e pure così rapidi anni.
Vedo confusione intorno a me e dentro me, vedo una corsa contro il tempo, vedo affanno, fatica, sudore. E corpi. Impazziti si muovono verso l'Inizio della Fine. Come se quel 5 sulla porta potesse in qualche modo definire una fine e un inizio.
Non ha più importanza ormai il perchè e la volontà, statica, sento pizziacare gli occhi dalle lacrime e il mio senso di colpa ringrazia della tregua perchè tutta me si concentra su quel 5 stampato sulla porta.
Cosa parte da lì? Cosa esce da lì?
Donne e uomini che ce l'avranno fatta?
O solo macchine addestrate al calcolo freddo e illusorio di regole che cicliche si ripetono e non hanno alcuna originalità.
Odio non essere capita. 
Io non mi capisco.
Io mi odio.

La strada del domani si muove sul filo del rasoio di una probabile felicità e di un'accessibile rimpianto. Sono stanca di girare a vuoto, nella pienezza del mio corpo, che è lì fermo. Sono stanca di giustificare ogni mio singolo fallimento, ogni mia più totale catastrofe.
Vorrei riuscire a farmi valere. 
Ma valgo qualcosa?
Vorrei riuscire ad impegnarmi su un obbiettivo?
Sono in grado di farlo?
Tutto scorre, tutto cambia, tutto è immobile nel suo scorrere.
Ma allora cosa cambia, se tutto si ferma, e qualcosa in me sembra spezzarsi e non tornare più?












Rivederlo è stato bello. Rivederlo è stato un fremito lungo la schiena. Rivederlo è stato la voglia di toccarlo, sentirlo, farlo mio. Rivederlo è stato sorridersi e ammiccare come sempre è da due anni.
Rivederlo ancora per l'ultimo anno...











Perdonate la mia poca presenza, non voglio intaccare la vostra confusione con la mia. Ma avrò sempre bisogno delle vostre parole che mi avvolongono.
Ieri. Oggi. Ora. Domani. Sempre.

martedì 6 settembre 2011

°.- Domani -.°

Precipitavo da una favola
quel giorno là che non sei più tornata
avevi messo in una scatola, le tue promesse sopra un aquilone
di parole mi facevo imbrogliare 
precipitavo da una favola
io ti aspettavo ma non sei tornata
la consuetudine fa barcollare non ti abituare tutto può cambiare


Continuo a ripetere che tutto può cambiare, ma non ci credo nemmeno più. Quello che sembra ormai lasciarmi per sempre, puntualmente è lì fermo che mi aspetta. Come il mio peso. Nonostante voglia che tutto questo finisca, penso al domani, e mi ritrovo a dover sopportare giorno per giorno Me.
La mia indolenza, la mia non curanza. Anche loro sono lì, ogni volta che riprendo fiato dall'apnea dei desideri.
Gli occhi vagano e trovano mille motivi per non andare avanti e nessuno per proseguire.
Tante le domande e troppi punti interrogativi racchiudono un mondo troppo vuoto ed insipido. Unendo parole senza senso riesco a competere con il silenzio interiore che urla e strepita. Si agita in un vestito ti tulle a balze nere questo corpo, che al tramonto del suo ultimo giro di vita, graffia la sua pelle arida.
Tutto finisce all'inizio. E all'inizio si ferma la volontà.

  



Adesso sono fuori dalla favola
adesso io lo so perchè non sei tornata
ho conservato quella scatola, le tue bugie in un mare di parole
la solitudine può fare male non ti arrabbiare tutto può cambiare
 (domani-valerio scanu)









Mi sveglierò presto e sarà già Domani..

sabato 3 settembre 2011

="_Decidendo di arrendermi, sorrido._"=

C'è chi dice di non arrendresi mai, chi afferma che arrendersi vuol dire andare via lentamente da se stessi, ed io ero una di questi. Ma ora dico in tutta sincerità che la resa dimostra solo uno spirito di responsabilità veso se stessi, e soffrendo già troppo, mi lascio cullare da ulteriori "se e ma" che si mischiano alla miriade di dubbi che popolano la mia scatola cranica.

E allora, mettendo da parte autostima inesistente e problemi sentimentali, lascio tutto sospeso così, esattamente così, e scavo la fossa del mio corpo. Quando vi ci precipiterò, finalmente tutto, forse, scomparirà. Anche il dolore che come zavorra mi trascino dietro, che ad ogni passo si accumula, andrà via.

Problemi su problemi in famiglia. Ma vorrei dimenticare. Crolli su crolli, e pianti. Ovunque, anche per strada, con gli occhi di chi ti guarda e dice "La solita litigata tra fidanzati..."
Immonde bugie.


E' arrivato settembre, incombe su di me la maturità... Ma sono pronta a lasciare tutto questo?
Alle volte vorrei gridare e mandare tutti a fanculo. So badare a me stessa, attendo solo la maggiore età.
Altre volte dico che tutto questo, la mia piccola città, il mio gruppo, mi mancherà. Forse.



Non voglio lasciare traccia del mio passaggio, non voglio lasciare nulla, nemmeno un letto. Così non tornerò più.
Vorrei andare a lavorare all'estero un'anno, mettere soldi da parte per gli studi, e chissà magari tornare solo per studiare.







Per ora mi arrendo a me, a quello che sono, e a quello che non sarò. 
Oddio sono sempre allo stesso punto... Resa dopo resa.


So(NO) io
"Potrò mai perdonare ciò che sono? Potro mai alzare lo sguardo e camminare, fiera di me?
Ora guardo in basso e tutto quello che vedo è... un baratro di cibo e numeri."