La sto giocando sporca, più di tutte le altre volte, e trovo scuse a
tutto andare. Tornerò la grassona di un tempo, più di come sono ora, più di
quello che fui.
Questa stanchezza psico-fisica mi sta distruggendo dentro e fuori.
Mangio poco, poi giù abbuffate, vorrei vomitare, mi trattengo, poi ricomincio a
mangiare, poi i sensi di colpa.
I libri sono lì sul tavolo abbandonati, tra ottantasei giorni ci sarà la Maturità, l’unica
valida compagnia sono il computer, il cellulare (per sentirLA), e il cibo.
Mi sono piano piano trasformata nel mio opposto, senza regole, senza
freni, senza voglia di studiare, mi atteggio istrionicamente a essere ciò che
ero prima, ma in realtà sto peggio.
Non ho più controllo. Il sonno mi attanaglia, dormo, mangio,
cazzeggio, mangio,
dormo. E nel frattempo fingo, con lei, con le mie amiche,
con i miei.
La sto facendo sporca e vorrei potermi ingannare, ma c’è ancora
quella parte di me non troppo sopita che mi fa rendere conto del fatto che sto
regredendo.
Dov’è quel po’ di controllo che esercitavo su Me?
Non lo trovo più, eppure chi nasce quadrato non dovrebbe morire
quadrato?
Non studio, e accampo scuse su scuse, ma sento nel profondo che non
ce la faccio più a massacrarmi sui libri, e se penso che l’anno prossimo
ricomincerò lo studio ancora più pesante in Università mi viene solo da
piangere. Non voglio rinunciare alla mia intelligenza o a quelle che tutti
chiamano “Capacità” ma sono esaurita, sono scarica, non ho più mente né memoria
dalla mia. Tutto ciò che leggo diventa torbido due secondi dopo che l’ho
assimilato.
Guardo i libri e non mi comunicano più nulla, nemmeno la mia passione
per il giornalismo sortisce effetto.
Sono diventata una macchina trita cibo, sonno e noia. Se Lei sapesse,
se tutti sapessero.
Ho mezzi e strumenti, è vero, ma se manca quello slancio passionale o
di orgoglio nel fare le cose, se manca la Volontà, il Cuore, non ne vale la
pena.
Finirò, perché così avrò l’impressione di aver concluso qualcosa
nella mia vita, di importante.
Ma per quello che mi importa adesso, se potessi, dormirei fino alla
fine dei tempi. Nemmeno la mia mente quadrata riesce a sopravvivere a questo
senso di vuoto e di stanchezza che mi assale.
Vendo la mia vita, il mio corpo, la mia mente al miglior offerente.
Io ho bisogno umano di riposare. Di far abbeverare la mia anima.
Sono da buttare nel cestino.








