Ecco. Quella, si proprio
quella lì. La vedi?
La felicità ti sfugge
dalle mani e non sai nemmeno perché. Passano i giorni e non te ne rendi conto,
tra telefonate, litigi, studio, guide per la patente che finalmente farà
respirare la tua libertà, resti ferma e guardi nel vuoto. Vero Giulia?
Vuoi continuare a
sprofondare nel cibo? Accomodati. Non perché ora ti senti amata e ami, senza
più veli o preoccupazioni, puoi sprofondare in un abisso di grasso, perché,
tranquilla ci sei già. Continui a guardare il tuo riflesso in questa o in quella
vetrata e pensi “Mah, chissà, sembro più magra..” Ti sbagli! Sei sempre peggio.
Stai sempre peggio.
Trovi dipendenza in
tutte le cose, e ogni singola persona che ti circonda è carica di elettricità
di cui tu ti nutri e a volte ne resti folgorata, tanto che la puzza di bruciato
scaccia via anche chi vuole salvarti. Ci riesci bene a essere ciò che
vergognosamente sei.
Giorni fa, hai scritto
su quel quadernino cosa provi davvero, dopo essere ricaduta nella trappola
mortale di quelle forbici che hanno lacerato il tuo braccio. Puoi e devi essere
te stessa qui. Avanti, ammetti, di perché sei crollata nel tuo baratro e hai
preso di nuovo quelle forbici come sacrosanta verità di vita. Ah, ora abbassi
lo sguardo e vedo che le lacrime escono dal tuo condotto lacrimale e rendono
umidi quegli occhi vuoti. Lo dirò io, perché è tempo di smascherare questa tua
rivoltante insicurezza. Ti fregi della vita, ti sbagli. Sei morta dentro. Ridi,
piangendo. Ami, odiando. Non puoi dipendere da nessuno, perché per loro non
sarai mai abbastanza e ti feriranno, così come fai tu, punendoti.
Nessuno può salvarti
Giulia, lo sai bene anche tu. E restando immobile, così non-spoglia del tuo
grasso, non sarai mai una persona migliore. Non farti convincere da chi ti ama
come sei ora, perché lo disgusti. Non convincerti di specchi mentali, perché quello
reale si fa beffe di te. Non segregare la bilancia, perché senti la sua
presenza dentro di te.
Giulia, sei un piccolo
cucciolo da addomesticare, e una volta finito il mio lavoro, sarai splendida,
nella tua magrezza.
Prendi il controllo di
te e vivi.
Promesso?
Mi siete mancate tutte,
tanto. Io lo prometto.
Giulia










