martedì 21 febbraio 2012

#.' AmeStessa '.#


Ecco. Quella, si proprio quella lì. La vedi?
La felicità ti sfugge dalle mani e non sai nemmeno perché. Passano i giorni e non te ne rendi conto, tra telefonate, litigi, studio, guide per la patente che finalmente farà respirare la tua libertà, resti ferma e guardi nel vuoto. Vero Giulia?
Vuoi continuare a sprofondare nel cibo? Accomodati. Non perché ora ti senti amata e ami, senza più veli o preoccupazioni, puoi sprofondare in un abisso di grasso, perché, tranquilla ci sei già. Continui a guardare il tuo riflesso in questa o in quella vetrata e pensi “Mah, chissà, sembro più magra..” Ti sbagli! Sei sempre peggio. Stai sempre peggio.
Trovi dipendenza in tutte le cose, e ogni singola persona che ti circonda è carica di elettricità di cui tu ti nutri e a volte ne resti folgorata, tanto che la puzza di bruciato scaccia via anche chi vuole salvarti. Ci riesci bene a essere ciò che vergognosamente sei.
Giorni fa, hai scritto su quel quadernino cosa provi davvero, dopo essere ricaduta nella trappola mortale di quelle forbici che hanno lacerato il tuo braccio. Puoi e devi essere te stessa qui. Avanti, ammetti, di perché sei crollata nel tuo baratro e hai preso di nuovo quelle forbici come sacrosanta verità di vita. Ah, ora abbassi lo sguardo e vedo che le lacrime escono dal tuo condotto lacrimale e rendono umidi quegli occhi vuoti. Lo dirò io, perché è tempo di smascherare questa tua rivoltante insicurezza. Ti fregi della vita, ti sbagli. Sei morta dentro. Ridi, piangendo. Ami, odiando. Non puoi dipendere da nessuno, perché per loro non sarai mai abbastanza e ti feriranno, così come fai tu, punendoti.
Nessuno può salvarti Giulia, lo sai bene anche tu. E restando immobile, così non-spoglia del tuo grasso, non sarai mai una persona migliore. Non farti convincere da chi ti ama come sei ora, perché lo disgusti. Non convincerti di specchi mentali, perché quello reale si fa beffe di te. Non segregare la bilancia, perché senti la sua presenza dentro di te.
Giulia, sei un piccolo cucciolo da addomesticare, e una volta finito il mio lavoro, sarai splendida, nella tua magrezza.
Prendi il controllo di te e vivi.
Promesso?






Mi siete mancate tutte, tanto. Io lo prometto. 
Giulia 

lunedì 6 febbraio 2012

)/- Emotions -/(


Un forte e nauseabondo odore di putrefazione colpisce la mia mano, che pallida si muove. Tutti amano la forma, nessuno ama la sostanza. Tutti amano ciò che sei fuori, nessuno tocca ciò che hai dentro e sento, sento che nemmeno io riesco a prenderlo tra le mani. Miracoli di vita in questo odore di eterna morte, chi si crede di averla vinta ne cade tra le ragnatele e viene risucchiato dal suo veleno. Sembra tutto chiudersi in un infinita morsa di dolore, sembra che tutto torni al centro del nulla. E così vi naufrago, in un illusorio tutto, fatto di cibo, lame, e lacrime.












Ma non piango all’esterno, e non taglio la mia carne, opero come tarma del legno, ingoio semi di primordiale odio. Raccolgo frutti di rosso suicidio. Vive l’anima mia nel fango più spietato. Evito di ascoltarmi, vivo nell’ignoto più completo, viaggio cadendo nel vuoto.








Il mio TATUAGGIO. 






venerdì 3 febbraio 2012

*^°] SetteCoseDiMe [°^*



1.   Prima di scrivere questo post, sul mio quadernino ho scritto almeno 17 cose che mi riguardano/piacciono/che mi sono successe, e questo esemplifica chiaramente che non sono molto una persona istintiva, capace di buttarsi. Mi capita spesso di macerarmi sulle cose e quando devo agire e le conseguenze varie ed eventuali che queste azioni possano comportare.

2. Mi piace vedere sul mio comodino molti libri, mi fa sentire a casa. Il libro sul comodino è un segno di permanenza, di comodità e protezione, anche di stabilità. Adoro per questo essere circondata da libri, poterne respirare l’intenso profumo di inchiostro.

3. Ho da poco riscoperto l’Amore, ma con la caparbietà che ho addosso e la paura folle che ho di questa nuova storia, temo sempre che rischiare mi possa far perdere tutto. Anche se sento che mi sto davvero Innamorando.

4. A volte mi sorprendo quando, durante una lezione di matematica o di fisica, in cui non sto capendo nulla, resto basita nell’ascoltare quei discorsi, fatti di formule, numeri, costanti, grafici. Comprendo allora che gli uomini, con grande intuito, sono riusciti a creare formule e processi, pressoché veritieri. Adoro ascoltare cose che spiegano il mondo in cui viviamo, cose che molto spesso io non comprendo. E’ come un orecchio avvezzo ad udire una lingua melodiosa, della quale però non capisce nemmeno una parola.

5. Sono una persona abbastanza ordinata, e non sopporto il disordine che si trasforma in trasandatezza, sciattezza, e sporcizia. Mi piace riordinare le mie cose, soprattutto quando sono triste o irrequieta, mi rilassa sapere che almeno una parte del mio mondo può tornare apposto, come vorrei che fosse la mia intera esistenza. L’organizzazione e pianificazione di ogni cosa mi fa andare avanti. Intendiamoci non sono un’organizzatrice compulsiva, ma tutto deve andare secondo le mie previsioni. Se accadono imprevisti mi assale un’ansia terribile e vado nel panico più totale.

6. Non so uscire di casa senza un filo di trucco. Almeno il fondotinta e il mascara li devo mettere, mi sento nuda senza. Più fragile, più scoperta. Solo d’estate mi trucco di meno… andando al mare.

7.  Vorrei diventare una brava giornalista. Fare viaggi, reportage, inchieste. Il mio idolo è Lilli Gruber, è forte, volitiva, ha affrontato tante sfide. Un’ottima giornalista. Eppur mi sembra tutto così impossibile.







Ringrazio tanto tanto Olivia.




Avrei altre cose da raccontarvi di me. Troppe forse. Ma qui sono a Casa.
Finalmente la neve è arrivata qui, e tutto è così bello che mi commuovo ogni volta che mi affaccio alla finestra. Mi piacerebbe poter farmi ricoprire da questo miracolo del Cielo, per sentirmi perfetta almeno una volta.




Vi stringo forte




























Ecco la vista da camera mia stamattina. La Raucaria che ho in giardino.