
"Forse pochi di voi conoscono la storia di Sadako Sasaki, una bambina che, quando il 6 agosto 1945 venne sganciata la bomba Little Boy su Hiroshima, aveva solo due anni. Nel novembre del 1954, un fastidioso gonfiore sul collo costrinse Sadako a letto per alcuni giorni. A Capodanno il gonfiore si era esteso alla faccia, e piccole macchie color porpora erano comparse sulla gamba sinistra della bambina. Il 18 febbraio del ’55 la diagnosi: leucemia. Il 21 il ricovero all’ospedale della Croce Rossa, con appena un anno di vita da vivere, prima che i globuli bianchi proliferassero impazziti nel suo sangue, portandole via l’ossigeno.
Fu Chizuko, un’amica, a regalarle l’origami: una piccola gru di carta nella quale erano racchiuse una leggenda e una speranza. Secondo una antica leggenda, infatti, chi avesse piegato mille origami raffiguranti una gru avrebbe potuto esprimere un desiderio che gli dei avrebbero esaudito. Sadako sognava di esorcizzare la morte, di sconfiggere quella sua malattia, di continuare a sperare nella Vita, la vita dell’intera umanità. La storia di Sadako terminò la mattina del 25 ottobre 1955. C’è chi dice che le sue mani si fermarono dopo 644 origami; per altri, il numero di mille fu abbondantemente superato."
Sono due giorni che faccio gru, sono un simbolo di fortuna. E per quanto io stenti a credere nella fortuna, nel destino, nella magia degli eventi, talvolta mi concedo un momento di romanticismo e costruisco una gru di carta.Viaggio spiegata nel cibo, e non riesco a smettere. Colazioni dopo colazioni, pranzi dopo pranzi, cene dopo cene, spuntini dopo spuntini. E del ciclo nemmeno l'ombra.
Per quanto ancora questo nervosismo di dovrà attanagliare?
Ho smesso anche attività fisica, sono passata dalle 4 ore al giorno alle zero settimanali.
Continuo a ripetermi: "Perchè non puoi essere come le tue amiche che se ne fregano del cibo, che si divertono, e mangiano."
E allora anche io mangio quella pizza,
prendo quel panino,
assaggio quel cornetto,bevo cocktails,
lecco nutella,
e frego le merendine quando faccio i piatti.
Cosa devo fare?
Sono una perdente. Avevo promesso a Gaia che mi sarei impegnata di più, che mi sarei concentrata su me stessa.
Avevo promesso a me che mi sarei distrutta, costruendomi.
Invece alle volte, pur sapendo di sbagliare, mangio per farmi del male.
Apro volontariamente la bocca, consapevole del male che mi faccio.
Il mio stomaco si ribella, e ho continui crampi per il troppo cibo, che ormai non ero più abituata ad ingerire. A fagocitare.
Mangiare è un'azione volontaria che presuppone un fermo nel momento in cui ci si rende conto di essere sazi, o di stare esagerando.
Io non mi limito a fermarmi, arrivo a livelli di nausea da cibo talmente forti che sento lo stimolo al vomito, ma continuo a masticare.
Fagocito.
Non penso ad altro se non alla cena o al prossimo spuntino.
La mattina non mi peso più, la bilancia è lì, ma evito di guardarla, e volo a fare colazione.
Ho smesso di pesare tutto, ho smesso di scrivere ciò che mangio. Ho smesso di contare i giorni che mi separano dal compleanno di 18 anni. Ma sono comunque convinta di farlo, anche se non perderò i 7 kg. dove sono i miei obiettivi?
Cosa credo di ottenere se continuo così?!
Trova solo giustificazioni la mia mente.
Voglio volare con le mie gru di carta, loro sono le mie uniche compagne.Io sono carne, sangue e grasso.
Potremmo mai andare d'accordo?
Amy, la vita ti aveva donato bellezza e una grande voce. Ma il Mondo gira al contrario, e tu, che volevi girare a tuo modo, soffrivi. Giustificarti è impossibile, la distruzione è imperdonabile se si ha un grande dono come il tuo.Ero legata a te, perchè la tua voce mi faceva venire i brividi, ed è ancora in grado di farlo.
Poco conta il Mondo, se è in grado di fare ciò che ha fatto a te.
Ora prova ad essere felice.