Sarà che il freddo della mia pelle, attanaglia anche la mia voglia di continuare
e che le sconfitte si ingoiano, ma mi fa schifo l'idea di doverle accettare.
Allora conto i giorni che mi separano dalle mie forbici, le riabbraccerò, non sarà una promessa
a spezzarle.
Vorrei essere nutrita solo di illusioni, solo di "Andrà tutto bene, vedrai", ma non è così.
E' il reale il vero problema, ed è quello che si trascina pesantemente dietro è o sembra essere insormontabile.
I morti suicidi vengono puniti con la trasformazione della loro anima in un arbusto arido e secco, ad uno dei suoi rami verrà appeso il suo corpo morto, così che l'abbiano davanti
per l'eternità.
Se si spezza loro un piccolo ramoscello, attraverso il sangue che sgorga riescono a parlare.
Io parlo attraverso il mio sangue.
Sono un arbusto.
E ho già appeso il mio corpo troppo pesante ad uno dei rami della mia Anima.
Forse morirò suicida .














