giovedì 14 marzo 2013

/_# In gloom #_/

Sarà che il freddo della mia pelle, attanaglia anche la mia voglia di continuare
e che le sconfitte si ingoiano, ma mi fa schifo l'idea di doverle accettare.
Allora conto i giorni che mi separano dalle mie forbici, le riabbraccerò, non sarà una promessa
a spezzarle.

Vorrei essere nutrita solo di illusioni, solo di "Andrà tutto bene, vedrai", ma non è così.

E' il reale il vero problema, ed è quello che si trascina pesantemente dietro è  o sembra essere insormontabile.

I morti suicidi vengono puniti con la trasformazione della loro anima in un arbusto arido e secco, ad uno dei suoi rami verrà appeso il suo corpo morto, così che l'abbiano davanti
per l'eternità.
Se si spezza loro un piccolo ramoscello, attraverso il sangue che sgorga riescono a parlare.

Io parlo attraverso il mio sangue.
Sono un arbusto.
E ho già appeso il mio corpo troppo pesante ad uno dei rami della mia Anima.

Forse morirò suicida .

sabato 2 marzo 2013

^/° Ora °/^

In gabbia.



giovedì 21 febbraio 2013

#^] Antitetica-mente [^#



Antitetica-mente mi sento in un caleidoscopio di voglie,
di volontà, di margini e di errori.

Antitetica-mente rispondo alle necessità mentali,
ma non fisiche, 
di libertà, e il mal di stomaco mi macera.

Tanta vita va e sembra superarmi, non prendermi in considerazione
il rischio, il rischio 
che non mi sono mai concessa, 
ora lo voglio, tutto.

Di nascosto lascerò le mie prigioni, 
raccontando che dentro io ci sia ancora. 
Ma non le sopporto più.

Sento il bisogno di rischiare tutto,
di rischiare la vita,
ma di non giocarmi più la serenità.

Anche se vorrà dire farmi ingoiare dall'ansia,
io la vincerò.










Solo con grandi dimostrazioni di ciò che si vuole,
gli altri se ne potranno fare una ragione.

Una ragione sul fatto che io sia pensante, consenziente
e volitiva.

Una ragione sul fatto che io sono un'Essere.

giovedì 14 febbraio 2013

@^ Ticchettii ^@

Sto cercando emozioni che mi facciano a pezzi. 
Sto cercando l'odio viscerale che non riesco a tirare fuori, le urla mostruose che la mia Anima ha silenziosamente ingoiato. 

Dove ti nascondi tu dalla figura perfetta? In quale vetro il tuo riflesso latita?
Che io ti cerca, che io ti voglia, con costanza, con sofferenza, con rimorso e risentimento, non mi porterà da te. Vero?

Ti amerò, dovunque, comunque tu sia.

Ti sfiorerò, con le dita bagnate dal sangue del mio cuore, lacero, putrido.
Ti lascerò morire di fame, quella morte che tu non concedi a me.

Perderò le mie lacrime e ricomporrò solo i pezzi insani di questa mia testa.
Ticchettii di sottofondo mi fanno capire che prima o poi esploderà, e come Supernova avrà nuova vita..


Tra.. tre.. due.. uno.
Solo morte.

sabato 2 febbraio 2013

°=| Crave |=°

Non basterà un post per esprimere ciò che mi riempie e mi svuota allo stesso tempo, adesso come adesso tutto è il contrario di tutto per me, e non voglio sentire, vedere, capire, ascoltare. 
Vorrei solo poter sparire, e forse nemmeno questo basterebbe.

L'aiuto arriva, se la Provvidenza esiste non ti ignorerà, la speranza è sempre l'ultima a morire.. mi nascondono dietro queste convenzioni odiose e idiote, ci credo comunque.

Ma adesso, qui, in questi giorni, che sono solo due ma sembrano l'infinito, che sono solo due e già mi fanno assaporare l'abisso non riesco a non immaginare di addormentarmi sul tuo seno quando poggio la testa sul cuscino, non riesco a non sentire il tuo abbraccio, il tuo bacio sulla fronte. Non riesco a non sussurrare che mi manchi. 


Mi pento di tutte quelle occasioni non colte, di quelle colte troppo in fretta, delle pretese assurde, dei sogni ad occhi aperti, del nostro Amore insanguinato, macchiato da tutti, ma puro quando eravamo solo Tu ed Io. 
Voglio ancora nascondermi dietro le parole, perchè sono loro il mio unico scudo e se tu solo per un momento potessi capire quanto eri e quanto sei per me allora mi potresti solo raccogliere, tenermi per sempre con te. 

Io non ho mai chiesto altro.

Ma è tutto quest'"Altro" che ci ha trascinate lontane l'una dall'altra e forse era egoistico chiedere di averti solo per me, mi hanno punito per questo.

Non sai quanto mi brucia dentro l'impossibilità razionale e logica di chiamarti, di prendere il coraggio a due mani e fuggire da te, veloce, in fretta, per far capire a tutti che non è un mio capriccio, una ribellione, un lavaggio del cervello, una pazzia adolescenziale. 

Mi sento così fuori luogo adesso, che anche la finestra mi sembra una buona soluzione di chiudere tutto.






"I let you go so reluctantly and I can still hear your lazy symphony
And just when I found my calling, it's another mourning morning"
- Just Jack "Mourning Morning" -






Tratto da "Crave" - di Sarah Kane



" A: E voglio giocare a nascondino e darti i miei vestiti e dirti che mi piacciono le tue scarpe e sedermi sugli scalini mentre fai il bagno e massaggiarti il collo e baciarti i piedi e tenerti per mano e andare a cena fuori e non farci caso se mangi dal mio piatto e incontrarti da Rudy e parlare della giornata e battere a macchina le tue lettere e portare le tue scatole e ridere della tua paranoia e darti nastri che non ascolti e guardare film bellissimi e guardare film orribili e lamentarmi della radio e fotografarti mentre dormi e svegliarmi per portarti caffè brioches e ciambella e andare da Florent e bere caffè a mezzanotte e farmi rubare tutte le sigarette e non trovare mai un fiammifero e dirti quali programmi ho visto in Tv la notte prima e portarti a far vedere l'occhio e non ridere alle tue barzellette e desiderarti la mattina ma lasciarti dormire ancora un pò e baciarti la schiena e carezzarti la pelle e dirti quanto amo i tuoi capelli i tuoi occhi le tue labbra il tuo collo i tuoi seni il tuo culo il tuo..

e sedermi a fumare sulle scale finchè il tuo vicino non torna a casa e sedermi a fumare sulle scale finchè tu non torni a casa e preoccuparmi se fai tardi e meravigliarmi se torni presto e portarti i girasoli e andare alla tua festa e ballare fino a diventare nera e essere mortificata quando sbaglio e felice quando mi perdoni e guardare le tue foto e desiderare di averti sempre conosciuta e sentire la tua voce nell'orecchio e sentire la tua pelle sulla mia pelle e spaventarmi quando sei arrabbiata e hai un occhio che è diventato rosso e l'altro blu e i capelli tutti a sinistra e la faccia orientale e dirti che sei splendida e abbracciarti se sei angosciata e stringerti se stai male e avere voglia di te se sento il tuo odore e darti fastidio quando ti tocco e lamentarmi quando non sono con te e sbavare dietro ai tuoi seni e coprirti la notte e avere freddo quando ti prendi tutta la coperta e caldo quando non lo fai e sciogliermi quando sorridi e dissolvermi quando ridi e non capire perchè credi che ti rifiuti visto che non ti rifiuto e domandarmi come hai fatto a pensare che ti avessi rifiutato e chiedermi chi sei ma accattarti chiunque tu sia e raccontarti dell'angelo dell'albero il bambino della foresta incantata che attraversò gli oceani volando per amor tuo e scrivere poesie per te e chiedermi perchè non mi credi e provare un sentimento così profondo da non trovare parole per esprimerlo e aver voglia di comprarti un gattino di cui diventerei subito gelosa perchè riceve più attenzioni di me e tenerti a letto quando devi andare via e piangere come una bambina quando te ne vai e schiacciare scarafaggi e comprarti regali che non vuoi e riportarmeli via e chiederti di sposarmi e dopo che mi hai detto ancora una volta di no continuare a chiedertelo perchè anche se credi che non lo voglia davvero io lo voglio veramente sin dalla prima volta che te l'ho chiesto e andare in giro per la città pensando che è vuota senza te e volere quello che vuoi tu e pensare che mi sto perdendo ma sapere che con te sono al sicuro e raccontarti il peggio di me e cercare di darti il meglio perchè è questo che meriti e rispondere alle tue domande quando potrei anche non farlo e cercare di essere onesta perchè so che preferisci così e sapere che è finita ma restare ancora dieci minuti prima che tu mi cacci per sempre dalla tua vita e dimenticare chi sono e cercare di starti vicino perchè è bello imparare a conoscerti e ne vale di sicuro la pena e parlarti in un pessimo tedesco e in un ebraico ancora peggiore e fare l'amore con te alle tre di mattina e non so come non so come non so come non so come comunicarti qualcosa dell'assoluto eterno indomabile incondizionato inarrestabile irrazionale razionalissimo costante infinito Amore che ho per te."

giovedì 24 gennaio 2013

^#) Sazietà (#^

"Sazietà- ho appena pronunciato questa parola, e già non so più a che proposito, tanto essa si addice a tutto quello che provo e penso, a tutto quello che amo e detesto, alla sazietà stessa."
E. M. Cioran




Non ho voglia di parlare del dolore che ho dentro o di come io mi senta persa.

Il punto è accettarsi.

Che tu ti senta un dono di un dio troppo lontano, troppo invisibile o troppo finto che ti ama comunque tu sia, chiunque tu sia, o che tu ti senta solo un pezzo di troppo nel mondo c’è il periodo di accettazione. 
Solo che il mio tarda ad arrivare e ora a diciannove anni mi sento arida, vuota.

Inconsolabile,  temo che tutte le parole siano inutili, anche quelle che dovranno arrivare, perché non trovo la forza di reazione, la spinta necessaria alla ribellione ed è deserto dentro me.

Ora, sebbene le cose si muovano, a me sembra di restare sempre sullo stesso punto, di vedermi sempre allo stesso modo. Mi  percepisco ancora come la bambina delle medie con la treccia, protetta, troppo protetta  ma anche se adesso non ho la treccia e mi atteggio da “giovane donna”, nello specchio, dentro me, io vedo ancora le fisionomie acerbe di una ragazzina, il viso paffuto e le guance rosse, le gambe corte e tozze, il ventre gonfio e sporgente.

Anche le mani, il seno, le braccia, le spalle, ogni singola parte di me resta ancorata, stretta, avvinghiata alla bambinetta insicura che ho dentro.

Ed è malsano, ma lo faccio: ci rimugino sopra. 
Da lì poi vorrei potermi distruggere, prendere in mano queste ossa e gettarmi giù dalla mia finestra, per provare qualcosa, per far capire che io sono mia, e forse è l’unica cosa che tutti hanno dimenticato, perfino io forse.

Vorrei tenere stretto tutto ciò che sento mio, lasciarlo andare allo stesso tempo. 

Uccidermi, ma vedermi rinascere.

 Distruggermi, per potermi ricostruire.


Ma dalle mie ceneri, malate, tornerà sempre in vita una creatura malata.

giovedì 10 gennaio 2013

-°] Wither [°-




“But I feel I’m getting nowhere

And I’ll never see the end”







Un po’ sorridendo, un po’ con aria mesta torno in vita per farvi sapere che sono sempre qui. 

Ma il caos che si muove intorno a me è talmente tanto e rumoroso che mi impedisce di confrontarmi con il foglio. 
Perderei su tutti i fronti questo confronto.

Sento la necessità di spogliarmi di ogni incertezza, insicurezza, odio, risentimento ma non trovo la via di farlo e mi sento sempre più sola, sempre più persa.

Non avere un senso, non avere una direzione, ma avere dei desideri è qualcosa di sconcertante perché mi ritrovo a fare i conti con ciò che volevo, ciò che voglio e ciò che forse vorrò, e allora si aprono quesiti, si prospettano battaglie, si aprono e chiudono orizzonti probabili ma impossibili.

Non ho avvertito l’Aria Natalizia, la Fine e il Principio di questo nuovo anno, perché non c’è cambiamento in me, ma solo tanta voglia di essere più sicura di me, di ciò che penso, di ciò che voglio e di ciò che sono.

A patto di trovare una strada di rinascita, il che non è facile.

Dovrei lasciarmi naufragare o lottare in questo mare in burrasca?

Alle volte me lo chiedo, e non trovo risposta.










Con l’augurio di un Anno pieno, di tutto. Vi stringo