giovedì 24 gennaio 2013

^#) Sazietà (#^

"Sazietà- ho appena pronunciato questa parola, e già non so più a che proposito, tanto essa si addice a tutto quello che provo e penso, a tutto quello che amo e detesto, alla sazietà stessa."
E. M. Cioran




Non ho voglia di parlare del dolore che ho dentro o di come io mi senta persa.

Il punto è accettarsi.

Che tu ti senta un dono di un dio troppo lontano, troppo invisibile o troppo finto che ti ama comunque tu sia, chiunque tu sia, o che tu ti senta solo un pezzo di troppo nel mondo c’è il periodo di accettazione. 
Solo che il mio tarda ad arrivare e ora a diciannove anni mi sento arida, vuota.

Inconsolabile,  temo che tutte le parole siano inutili, anche quelle che dovranno arrivare, perché non trovo la forza di reazione, la spinta necessaria alla ribellione ed è deserto dentro me.

Ora, sebbene le cose si muovano, a me sembra di restare sempre sullo stesso punto, di vedermi sempre allo stesso modo. Mi  percepisco ancora come la bambina delle medie con la treccia, protetta, troppo protetta  ma anche se adesso non ho la treccia e mi atteggio da “giovane donna”, nello specchio, dentro me, io vedo ancora le fisionomie acerbe di una ragazzina, il viso paffuto e le guance rosse, le gambe corte e tozze, il ventre gonfio e sporgente.

Anche le mani, il seno, le braccia, le spalle, ogni singola parte di me resta ancorata, stretta, avvinghiata alla bambinetta insicura che ho dentro.

Ed è malsano, ma lo faccio: ci rimugino sopra. 
Da lì poi vorrei potermi distruggere, prendere in mano queste ossa e gettarmi giù dalla mia finestra, per provare qualcosa, per far capire che io sono mia, e forse è l’unica cosa che tutti hanno dimenticato, perfino io forse.

Vorrei tenere stretto tutto ciò che sento mio, lasciarlo andare allo stesso tempo. 

Uccidermi, ma vedermi rinascere.

 Distruggermi, per potermi ricostruire.


Ma dalle mie ceneri, malate, tornerà sempre in vita una creatura malata.

3 commenti:

  1. Lo sai che questo è il tuo primo post dove parli di te stessa e fai un'autoanalisi nel concreto?(parli sempre di te stessa,intendo dell'immagine legata al tuo passato).Queste righe che hai scritto,anche se ti pare di star sempre ferma,in realtà sono un segno Giugiu...un segno che ti stai muovendo anche tu.Non si può restar fermi se tutto intorno si muove,prima o poi lo si fa anche noi.E quello che ha scritto è importantissimo!Stai cercando,anche se ti pare inconsciamente,di trovare le cause e i rimedi.
    Da un lato ci sono i tuoi ricordi,le cose che ti appartengono e li vuoi tenere...ma dall'altro li vorresti gettare via perchè ti danno solo sofferenza...Non preoccuparti,questa cosa andrà via nel tempo,quando avrai raggiunto più equilibrio,più esperienze...e quando avrai trovato la strada,che stai già iniziando a fare(per me questo post lo dimostra).
    Un abbraccione...<3

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  2. Ciao! Da oggi ti seguo! un bacione!

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