"Sazietà- ho appena pronunciato questa parola, e già non so più a che proposito, tanto essa si addice a tutto quello che provo e penso, a tutto quello che amo e detesto, alla sazietà stessa."
E. M. Cioran
Non ho voglia di
parlare del dolore che ho dentro o di come io mi senta persa.
Il punto è accettarsi.
Che tu ti senta un
dono di un dio troppo lontano, troppo invisibile o troppo finto che ti ama
comunque tu sia, chiunque tu sia, o che tu ti senta solo un pezzo di troppo nel
mondo c’è il periodo di accettazione.
Solo che il mio tarda ad arrivare e ora a
diciannove anni mi sento arida, vuota.
Inconsolabile, temo che tutte le parole siano inutili, anche
quelle che dovranno arrivare, perché non trovo la forza di reazione, la spinta
necessaria alla ribellione ed è deserto dentro me.
Ora, sebbene le cose
si muovano, a me sembra di restare sempre sullo stesso punto, di vedermi sempre
allo stesso modo. Mi percepisco ancora
come la bambina delle medie con la treccia, protetta, troppo protetta ma anche se adesso non ho la treccia e mi
atteggio da “giovane donna”, nello specchio, dentro me, io vedo ancora le
fisionomie acerbe di una ragazzina, il viso paffuto e le guance rosse, le gambe
corte e tozze, il ventre gonfio e sporgente.
Anche le mani, il
seno, le braccia, le spalle, ogni singola parte di me resta ancorata, stretta,
avvinghiata alla bambinetta insicura che ho dentro.
Ed è malsano, ma lo
faccio: ci rimugino sopra.
Da lì poi vorrei potermi distruggere, prendere in
mano queste ossa e gettarmi giù dalla mia finestra, per provare qualcosa, per
far capire che io sono mia, e forse è l’unica cosa che tutti hanno dimenticato,
perfino io forse.
Vorrei tenere stretto
tutto ciò che sento mio, lasciarlo andare allo stesso tempo.
Uccidermi, ma
vedermi rinascere.
Distruggermi, per potermi ricostruire.
Ma dalle mie ceneri,
malate, tornerà sempre in vita una creatura malata.

Lo sai che questo è il tuo primo post dove parli di te stessa e fai un'autoanalisi nel concreto?(parli sempre di te stessa,intendo dell'immagine legata al tuo passato).Queste righe che hai scritto,anche se ti pare di star sempre ferma,in realtà sono un segno Giugiu...un segno che ti stai muovendo anche tu.Non si può restar fermi se tutto intorno si muove,prima o poi lo si fa anche noi.E quello che ha scritto è importantissimo!Stai cercando,anche se ti pare inconsciamente,di trovare le cause e i rimedi.
RispondiEliminaDa un lato ci sono i tuoi ricordi,le cose che ti appartengono e li vuoi tenere...ma dall'altro li vorresti gettare via perchè ti danno solo sofferenza...Non preoccuparti,questa cosa andrà via nel tempo,quando avrai raggiunto più equilibrio,più esperienze...e quando avrai trovato la strada,che stai già iniziando a fare(per me questo post lo dimostra).
Un abbraccione...<3
...sei speciale!! *.*
RispondiEliminaCiao! Da oggi ti seguo! un bacione!
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