"...La testa nel cielo è vero
ma il camminare ti entra da terra
e pronti a partire rischiare la strada
i fiori più veri non son quelli di serra.." (Pronti a servire- e ancora Scouting for Boys)
ma il camminare ti entra da terra
e pronti a partire rischiare la strada
i fiori più veri non son quelli di serra.." (Pronti a servire- e ancora Scouting for Boys)
Ero pronta a partire e a rischiare la strada, pronta a servire, ma la morte si fa attendere ancora ancora ancora. Dimenticare fa parte di un cammino umano ma si ha sempre paura dell'oblio. Con la morte di questa mia zia (ultra novantenne per la verità), che attendiamo perchè la sua sofferenza finisca nel modo più sereno possibile, mi trovo a riflettere sul vero senso della morte e a chiedermi: Ma se tutto viene a fine questa fine perchè si protrae anche se la malattia avanza?
Ero pronta a partire, la mia sveglia stamattina ha suonato di buon'ora, il mio zaino era pronto, lo stuoino al suo posto, il saccoapelo pesante, il fornellino, la torcia, la bussola, tutta la vita da scout era già chiusa nel mio fazzolettone, nella mia promessa. I piedi pronti a macinare kilometri, le spalle pronte a sopportare quei 20kili di zaino. L'umore proteso al divertimento spensierato. Eppure c'è sempre qualcosa che di peso mi prende e mi spinge via.
Ero pronta a partire, speranzosa di smaltire questi giorni natalizi fatti solo di stupido cibo e inutili dolci, e di tornare con qualche kilo in meno. Tre giorni di assoluto cammino interiore, freddo, gioia, canti, e poco cibo.
Ero pronta a partire per digerire situazioni troppo pesanti che mi sono rimaste sullo stomaco che sono dipese da terze persone che incessanti continuano a cibarmi di parole che non voglio sentire, che invidio e che in fondo sono curiosa di sapere.
Ero pronta a partire per fermare nella mente alcune frasi scritte da mia madre nel piccolo diario della mia malformazione cardiaca neonatale:
"diario di una malattia grande per un cuore troppo piccolo e così tenero della mia piccola bambina Giulia".
Il decorso di operazioni, cure, medicine, poppate, vomiti, pesi che discontinui aumentano e diminuiscono, visite mediche e controlli, e tra le righe frasi di mamma, disegnini di cuori, orsetti, palloncini. Tanti esami del sangue e alla fine l'ultima frase ai miei 18 mesi per l'ultimo controllo in ospedale:
" Giulia la notte non ha ben riposato, voleva la "MAMMA". Quando il mattino me l'hanno fatta vedere sgranando gli occhi, mi ha teso le braccia e mi ha detto "Cuchi Cuchi" ,il nomignolo con cui la chiamavo negli ultimi tempi. E' stata un'emozione fortissima, povera bimba mia, è ancora così debole. Ma ce la faremo."
Fino alla mia ultima visita del 2007.
Ero pronta a partire perché camminare con il mio Gruppo mi fa sentire viva, il sudore che scorre, su salite ripide con il mio zaino fedele sulle spalle, le risate di canzoni fatte con la chitarra di Bob il mio capo, le discese altrettanto ripide fatte di pietre che sotto le scarpe da trekking sdrucciolano.
Ero pronta a partire per poi tornare e avere qualcosa di fresco da raccontare e qualcosa di nuovo da conservare nel cuore come sto facendo da 11 anni di Scoutismo.

Adoro lo scoutismo...il contatto con la natura, questo straniamento da tutto e da tutti, solo tu, il tuo zaino, i rumori del bosco e i tuoi compagni...Una pausa dal mondo =)
RispondiEliminaSe una cosa la vuoi, vai e raggiungila. Non è difficile. Quando la raggiungi ti rendi conto che tutto dipende da te in realtà, che gli altri non hanno nessun potere sulla tua volontà. Te ne rendi conto una volta giunta a destinazione, che nella vita nulla è impossibile.
RispondiEliminaUn abbraccio.
Siamo in molte a pensare alla morte...chissà perché.
RispondiElimina*Ti sono accanto cara*