martedì 21 dicembre 2010

§* La tristezza del mangiare §*

Provo un'enorme tristezza nel mangiare, eppure dovrebbe essere il secondo piacere più grande, dopo il sesso, che l'uomo possa provare. 
Quando mi trovo a tavola seduta con i miei genitori, e automaticamente, come mi hanno insegnato in 17 anni, riempio il mio piatto di cibo, lo guardo con la consapevolezza che quelle cose, li cucinate e dal profumo buono, nascondono il male della mia anima. So distinguere il sapore delicato dal gusto amaro che si sprigiona contemporaneamente nel mio cervello quando l'occhio vaga disperato sul piatto, la mano impugna la forchetta e la bocca si dischiude per avvolgere quell'ammasso ancora di bell'aspetto, che poi si trasformerà in grasso e rimorso. 
Sincerità per sincerità ormai mangio come un robot, e non ho forza di volontà a sufficienza per smettere totalmente, inoltre il controllo dei miei rende il tutto ancora più difficile. 
Oggi presa dalla frustrazione, dallo stress, il periodo conclusivo di scuola è più caotico che mai, dopo 2 ore dal pranzo, ho ingurgitato un pezzo di tavoletta di cioccolato bianco un bicchiere di caffè con un po' di crema di whisky e per concludere pezzi di gallette di mais. Arrivata ad un certo punto sentivo il cibo che scendeva nella gola e poi nello stomaco, ma sembrava quasi che non fossero mie parti del corpo. Sentivo la consistenza di quel cibo masticato che piano piano mi stava facendo venire la nausea, e più la sentivo salire più mangiavo con foga. 
Ora sono qui con la testa bassa, un libro di letteratura italiana che mi aspetta, il libro di matematica che attende il mio recupero del 4 del compito e una tabella di storia che non ho nessuna voglia di fare. Vincere l'assoluta apatia che ora mi circonda. Attendo con ansia le 20.30, avrò la mia prima lezione di Popping e poi forse inizierò a studiare matematica. 
La stanchezza svuota ogni cesto pieno di buoni propositi e a quel punto la volontà dovrebbe regnare sovrana....



Qualcuno ha visto la mia?

2 commenti:

  1. Che post carico di autoanalisi e malinconia...ti sono vicina, perché mi sento molto vicina a te in questo inferno.

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  2. Ti capisco.... sai volevo dirti che scrivi davvero benissimo, riesci a rendere l'idea di quello che provi. Anche per me è così, quando mangio automaticamente sento il desiderio di continuare, di provare sempre più piacere dal cibo, ed è come essere sotto droga perchè non ci si rende conto, è una cosa automatica... e fermarsi diventa impossibile, perchè non si vorrebbe mai pensare al dopo, al rimediare da quell errore. Ti seguo.

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