lunedì 23 aprile 2012

.°]\Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale/[°.

Sono tornata solo perchè la mia casa è con lei. Non ho bisogno d'altro, ma l'equilibrio sembra così irragiungibile. Una notte al telefono, una notte di pianto ininterrotto e i sussurri di una voce spezzata dal dolore della fine. "Non ce la faccio ad andare avanti." Siamo su una strada interrotta e la percorriamo avvicinandoci sempre di più al baratro, con l'eterna consapevolezza che finirà, "Prima o poi finirà". E' colpa di questa frase che non viviamo il presente, viviamo nel terrore del futuro. Ed è tutto così triste, è ira per l'Amore che finirà. Quest'ira ce la buttiamo addosso e ci allontaniamo da un punto di equilibrio che fragile svanisce al tocco di due mani così diverse. 
Siamo complementari nella fine di noi.


La gita è stata distruttiva, sei giorni passati su un autobus, cibo pietoso mangiato dalla voracità di un ciclo che non ha tardato il suo arrivo e così medicinali presi uno dietro l'altro per riuscire a stare in piedi. Ma il senso di vuoto della lontananza non rendeva giustizia alla sete della stessa libertà che mi assale quando sono padrona di me stessa e della mia facoltà di scelta. 
Mi sento come una costruzione fatta male, come una scatola dove ci sono troppi lati non congruenti e questo opprime l'aspirazione di scelta. Vivo delle conseguenze degli altri, vivo per far vivere e non per vivere io per prima. Ora il cibo mi disgusta e sento un gonfiore all'altezza del ventre che mi tortura con la nausea. 
Sono nauseata dalla mia stessa vita. Sono stanca, sono vuota di me, ma colma di lei.
Non voglio perdermi ancora, non voglio rischiare di perdere il controllo che ancora regna in me, quel rimasuglio che ne è rimasto mi fa da zattera nel mare del male.
Mio Dio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale. 
Se incontro sorrisi, ripago con sorrisi smorti, se vivo di fame, muoio satolla. Basta.


Non ho pensato altro: "Voglio perdermi in un mare di gente che ignora chi io sia, e cosa vorrei essere o ero. Sono libera nella loro ignoranza. Berlino ingoiami."














E' splendida capitale, vivrei volentieri lì, per 
perdermi nelle meraviglie della grandezza, del fascino e della possente anima di una città viva.
Piccolo essere che sussume in sé la magnificenza di un luogo.


Lo farei davvero.









          Marlene possiede il limpido fascino delle donne di ieri e l'ambiguo "charme" di quelle di oggi. L'uomo non è solo attorno a lei, ma dentro di lei.
[ Hanna Shygulla ]

6 commenti:

  1. il tempo non è mio complice, mi costringe a fare brevi incursioni nei blog che vorrei frequentare con più costanza,ma ai tanti impegni bisogna dare soluzione...

    ma dimmi, illuminami, di quale esistenza vorresti vorresti vivere? di quale epoca vorresti far parte?
    a quale categoria di umanoidi vorresti appartenere?

    così, per capirti di più...così sei troppo astratta, poco esistenziale che ti apparterrebbe di più penso, o NO?

    eros nè dio,nè umano,nè demone...

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    1. Potessi illuminarti lo farei volentieri, ma devo illuminare prima me e per quanto è banale la cosa, il caos che mi abita non rende possibile questa luce.
      Forse vorrei essere un umanoide base, con la sola preoccupazione di ciò che appare, e basta, ma non so se sia davvero così. Non lo capisco.
      Grazie del commento..

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    2. penso che su ogni problema della mente...e di altro genere, la prima cosa da fare sia quella di indagare a fondo se stessi; ma attenta alle sirene che spargono consiglia piene mani per gli altri...tranne che per se stessi.
      Forse perchè l'erba del vicino è sempre più fresca,verde, o tenera? Bahhhh. Purtroppo come dice un detto antico quanto l'uomo: se pecora ti fai lupo ti mangia. O NO?

      eros nè dio,nè demone,nè umano...

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  2. Dicono che prima o poi tutto finisce, quindi anche questo dolore passerà. E' quello che spero, è quello che dobbiamo sperare tutti.

    Bellissimo blog, bellissimi post.. Un bacio <3

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  3. Il primo pezzo. Hai descritto una parte della mia vita di questi giorni. Come se io non riuscissi ad esprimerla e la tenessi stretta tra le mani per paura che scappasse. Tu sei arrivata, me l'hai strappata e l'hai impressa tra quelle righe. Sensazionale. Senza conoscermi, senza l'intenzione. Non immagini quanto posso capirti!
    Ti seguo,
    Effe.

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  4. dicono che se non si ama sè stessi, non si può amare nessun altro.. beh, penso che sia vero.. e penso che se sei diventata capace di amare LEI, puoi benissimo amare anche te, il tuo corpo, il tuo carattere, i tuoi difetti ed i tuoi pregi... perchè nessuno è perfetto, nemmeno LEI, probabilmente.. e se riesci ad amare i suoi difetti, puoi amare anche i tuoi...

    io penso che prima o poi riuscirò ad amarmi perchè amo la mia migliore amica.. è un amore diverso, lo so, ma la amo, nonostante i suoi mille difetti.. vedo i suoi difetti come punti di forza.. e cosi devi fare con ciò che riguarda il tuo essere... prendere i tuoi difetti e guardarli sotto una luce diversa.. sotto la luce dell'amore, e non dell'odio... è difficile riuscirci, ma è possibile, cazzo se è possibile!!

    ti stringo forte

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