giovedì 17 marzo 2011

.^-Immediata-^.

Siamo specchi, dietro cui aleggia un sentimento di ribellione al nostro essere.
Siamo forme che vivono vite isolate.
Siamo alberi in fiore, morenti.
Siamo ciò che di più bello e crudele possa mai esistere.
Siamo quello che più di tutto temiamo e odiamo ma che pazzamente amiamo.

Si accumulano ostacoli, si guardano in prospettive mai analizzate, capendo la forza di distruzione che siamo. Il pensiero di un lento disgragamento, di un vile passaggio al di là, fa felice tutti e infelice me stessa.
Confronti di occhi sparsi, solo gocce di acqua perse nel vento del giorno, che sprezzante ti lascia spezzato a metà da cio che non volevi vedere. Caramelle di cibo animano il tempo che danza a suon di singhiozzi ripetuti, e l'invocazione di Dio della solitudine echeggia nelle valli deserte di un cuore in disuso. Un cervello delicato sprigiona fragranze inaccessibili, che sanno di tristezza e svilmento. Sfiorisce un'anima abbandonata a se stessa, su un piccolo balcone di cielo stellato, e quelle stesse stelle sono occhi scrutatori. Solo un paio guardano con affetto eppure sono lontani. Orecchie mute percepiscono la voce tenera di un solo tocco di campana, e lì finisce un corpo macerato, avvilito, sfiancato.
Tra polvere e cenere voleranno le ossa, e il sangue si prosciugherà, come assorbito dalla terra avida di quel liquido rosso.

E io sarò immediata, come lo sono sempre stata.

1 commento:

  1. "...e l'invocazione di Dio della solitudine echeggia nelle valli deserte di un cuore in disuso" Mi parli dentro...sei come una voce ristoratrice...*Ti tengo stretta*

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